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(Fondazione R.ETE. Imprese Italia) – «Le parti sociali concorrono a stimolare la crescita»

La Fondazione R.ETE. Imprese Italia discute sullo spazio attuale e futuro delle politiche pubbliche per la crescita

Ieri, 29 Marzo 2011, presso la sede di R.ETE. Imprese Italia, si è tenuto il secondo di un ciclo di incontri che la Fondazione R.ETE. Imprese Italia sta dedicando agli scenari dello sviluppo. All’incontro hanno partecipato Giuseppe De Rita , Presidente della Fondazione R.ETE. Imprese Italia, Tito Boeri , economista dell’Università Bocconi e della Fondazione Rodolfo De Benedetti e Marino Regini , sociologo dell’economia dell’Università degli Studi di Milano, insieme ad esponenti del mondo istituzionale, datoriale, sindacale e della ricerca. Il seminario ha avuto come obiettivo quello di affrontare il tema di come e se potremo contare ancora su politiche pubbliche che sostengano la crescita, ed escano dalla logica del controllo per orientarsi a quella della propulsione dello sviluppo.

Il seminario è stato introdotto dal Presidente De Rita , il quale si è interrogato «sull’esistenza al giorno d’oggi di un reale spazio di manovra dell’intervento statale, ripensato in funzione delle rinnovate prerogative dei vari livelli istituzionali ». La suggestione è stata raccolta dal Prof. Boeri , che partendo dai confini della libertà economica e dai compiti assegnati alla politica economica, ha posto in risalto la necessità che la crescita rimanga ancora l’obiettivo prioritario, utilizzando le risorse allo stato attuale più marginali (giovani e donne). In merito alle politiche pubbliche possibili, Boeri ha individuato due gruppi di riforme, entrambi ineludibili: «quelle a costo zero (ma fondamentali sul lato dell’offerta), di immediata fattibilità, e quelle che necessitano invece di investimenti programmati, le cui possibilità di finanziamento derivano unicamente da una riforma nella composizione della spesa pubblica ».

Da sinistra: Tito Boeri, Giuseppe De Rita e Marino Regini

Il prof. Regini ha sostenuto che non ci sono risposte date alle pressioni esterne, anche se i vincoli sono abbastanza forti da precludere alcune possibili risposte e rendono molto stretto lo spazio delle politiche pubbliche per la crescita. È opinione del Prof. Regini che «il futuro di queste ultime non dipenda solo dagli attori pubblici e dal processo decisionale, ma anche dalle caratteristiche e dai comportamenti di una costellazione di attori sociali rilevanti, e in particolare dalla loro capacità di dar vita a un patto sociale per lo sviluppo ». Il rischio del declino relativo alla capacità di competere è un problema – ha concluso Regini – «che richiede la condivisione fra governi e parti sociali di un obiettivo comune, anche a discapito della massimizzazione degli interessi di parte ».

Interrogativo al quale il Presidente De Rita  ha risposto ribadendo il fondamentale ruolo che stanno svolgendo e possono ancora svolgere le realtà sociali della rappresentanza, attori sempre più impegnati a fornire proposte per far sì che il nostro apparato produttivo torni ad essere competitivo e che il Paese riprenda a crescere.

 

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