Fenomeni e dati - Le MPMI come operatori alle esportazioni (anni 2010-2011)
Sono più di 200mila gli operatori che esportano i prodotti d’un sistema imprenditoriale diffuso, radicato soprattutto nelle attività tradizionali del Made in Italy e in particolare nella meccanica, nel tessile, nell’abbigliamento e nella pelletteria, nonché nella filiera agroalimentare e nella metallurgia. Se a tali comparti, dove si concentrano molte delle eccellenze produttive nazionali, è attribuibile gran parte della presenza di micro, piccole e medie imprese oltre i confini nazionali, non bisogna comunque sottovalutare il potenziamento di ambiti nuovi e con elevate potenzialità di crescita, evidente ad esempio in un settore, quello farmaceutico che nel 2011 ha visto aumentare il numero di micro e piccole imprese esportatrici.
Le difficoltà che rimangono, tuttavia, sono molteplici. Va detto, innanzitutto, che a differenza delle grandi aziende, le MPMI esportatrici non sono ancora riuscite a recuperare i livelli raggiunti precedentemente alla crisi del 2008-2009. Nel 2011 alcuni mercati vicini e tradizionalmente molto importanti sono inoltre parsi in via di ridimensionamento: è il caso, in particolare, di alcuni Paesi dell’Unione Europea e degli Stati del Nord Africa.
Le MPMI hanno comunque avuto la capacità di reagire, riorientando parte degli scambi verso mercati attualmente più dinamici come quelli dell’Estremo oriente, dell’America Latina e dell’Europa non comunitaria. Un fattore di indubbio successo, in tale processo di riaggiustamento e tendenziale trasformazione anche delle MPMI in global player, è rappresentato dalla capacità di diversificare le opportunità sulla scena internazionale, cercando di raggiungere il più ampio numero di Paesi. A differenza del recente passato, sembra infatti che oggi non sia più sufficiente “limitarsi a esportare”, ma sia divenuto imprescindibile uno sforzo ulteriore, volto ad espandere su una scala quanto più possibile globale la propria rete commerciale e relazionale.


